Cosa hanno in comune un agricoltore in un’isola francese nell’oceano Indiano e un’azienda italiana che produce raccoglitrici per l’orticoltura?
Apparentemente nulla, ma in realtà vi stupiremo dicendo li accomuna un fiore.
Abbiamo sempre ribadito l’importanza della personalizzazione nella nostro processo di progettazione e realizzazione delle macchine per l’orticoltura.
In De Pietri siamo convinti che non esista una risposta univoca per tutte le tipologie di raccolta: abbiamo dedicato un articolo al tema per raccontare alcuni degli aspetti che possono fare la differenza nell’acquisto di un nuovo macchinario. Spesso la strada più battuta, non è l’unica e nemmeno quella più efficace.
Oggi ve lo dimostriamo attraverso il racconto di un nostro progetto che è stato sfidante e allo stesso tempo, sorprendente anche per noi.
C’era una volta a la Réunion
Siamo in un dipartimento francese d’oltremare, una piccola isola vicino alle coste del Madagascar. Proprio qui è nata l’esigenza molto specifica di un agricoltore: recuperare la produzione dei gerani, una tradizione persa nel tempo.
Una missione importante visto che questo fiore viene coltivato per l’industria della profumeria, che in Francia è particolarmente florida e sempre alla ricerca di fornitori innovativi.
Il cliente all’inizio non ci aveva parlato della raccolta di questo specifico fiore: aveva semplicemente chiesto se fosse possibile montare una doppia lama sul nostro rifilatore RS78. Questa macchina ha un altro focus: nasce per rifilare e raccogliere i residui da serra attraverso un sistema di aspirazione con aria.
Il cliente però ci ha visto lungo. Secondo la sua esperienza con questa coltura con l’aggiunta di una lama, la macchina poteva adattarsi alla raccolta dei gerani.
Ingegnoso, vero?
Vediamo com’è andata.
L’approccio che ci ha guidati
Con le nostre macchine dobbiamo risolvere i problemi, non crearne di nuovi
Giacomo De Pietri
La visione del cliente era corretta, ma non potevamo muoverci alla cieca.
Ogni volta che in De Pietri personalizziamo una macchina partendo da un modello esistente abbiamo a cuore che robustezza e prestazioni rimangano allineate a quelle di partenza.
In questo caso quindi occorreva controllare che la modifica richiesta non creasse problematiche tecniche o di affidabilità.
Anche un cambiamento minimo a volte può impattare sulle prestazioni delle raccoglitrici e diventa importante valutare attentamente ogni proposta di personalizzazione e ogni progetto nella sua specificità.
La sfida qui era duplice:
- Operare una modifica strutturale alla macchina con componenti già presenti a magazzino, adattandole al rifilatore;
- Tenere in considerazione il cambiamento di finalità della macchina: un rifilatore nato per aspirare dei residui non si cura delle condizioni di raccolta, cosa che invece è determinante per la floricoltura.
I fiori infatti sono molto delicati: uno studio specifico per fiori da taglio riferisce che le perdite nella filiera produttiva possono superare il 30-35% del valore aziendale.
La floricoltura richiede precisione ma allo stesso tempo grandi volumi di produzione, in modo che le perdite impattino il meno possibile sul raccolto, ottimizzando così il processo.
Abbiamo quindi accettato la sfida con un occhio di riguardo per l’affidabilità della macchina e il rispetto della materia prima da raccogliere.
Come abbiamo fatto?
Una questione di collaborazione
Per operare questa personalizzazione dovevamo inserire una barra falciante doppia-lama, soluzione già utilizzata in altri modelli.
Alcune componenti sono state progettate e realizzate ex novo per adattare quelle già presenti al macchinario. Questo ha comportato un aumento delle tempistiche di realizzazione, anche se siamo comunque riusciti a rimanere entro i 4 mesi dall’ordine per la consegna della macchina, in linea con gli standard canonici.
Come ci assicuriamo che le prestazioni siano stabili in ogni fase?
In corso di sviluppo, il nostro ufficio tecnico crea una lista di controlli che vengono verificati in produzione per testare sicurezza e funzionalità della raccoglitrice durante ogni passo della trasformazione.
Una volta ultimata la raccoglitrice il cliente ci è venuto a trovare nella nostra sede e insieme abbiamo valutato il progetto.
Incontrare di persona il cliente è un passaggio determinante
Ci permette di sentire con le nostre orecchie le esigenze e le impressioni del cliente che conosce l’ortaggio o il fiore da raccogliere. È una fase che ci consente di affinare delle caratteristiche strutturali, rendendole su misura del singolo cliente.
Dopo le modifiche che abbiamo apportato, il rifilatore RS78 risulta perfetto per questa raccolta grazie al sistema di aspirazione con aria integrato nella macchina e alla lama aggiuntiva: il fiore viaggia all’interno del cassone di carico senza subire contaminazioni.
Senza questi passaggi probabilmente si perderebbe gran parte del valore acquisto in fase di sviluppo e il risultato non sarebbe allo stesso livello.
Verso una nuova era per la raccolta di gerani e altri fiori delicati
Questo progetto è stato sfidante e ci ha portato una nuova prospettiva rispetto al nostro rifilatore. Dimostra come spesso la soluzione sia trovare una via differente, provare idee fuori dagli schemi.
Non sempre il modo canonico è il modo giusto per il tuo campo.
De Pietri è orgoglioso del supporto offerto a un cliente soddisfatto, ma non solo: con questa macchina riportiamo in attività una produzione persa nelle generazioni, che tornerà a fiorire più forte di prima.
“Entro la fine del 2025 avrò due ettari di gerani. Avevamo smesso di coltivarli in famiglia a causa delle difficoltà, ma ora possiamo ricominciare.”
Thierry Lauret, agricoltore a Le Tampon
Se hai una coltura che richiede un approccio specifico o se le macchine standard non rispondono alle tue necessità non demordere.
Si può sempre valutare insieme lo sviluppo di un sistema dedicato.


/outremer%2F2025%2F08%2F21%2Fgeranium-machine-68a718c4a7fc5913334018.jpg)